Come funziona

Warning: A non-numeric value encountered in /home/viveremindfulnes/public_html/wp-content/themes/jacqueline/fw/core/core.reviews.php on line 210

Le basi. Il Cervello Rettile

Noi evolviamo dagli animali inferiori. Il nostro cervello porta in se, nella sua anatomia e nella sua struttura, la prova di questa verità. Il cervello più antico, che comprende nel cranio le aree del romboencefalo, è situato molto in profondità vicino alla nuca e include anche il midollo spinale e i neuroni afferenti ed efferenti automatici. In medicina e anatomia viene chiamato Sistema Nervoso Autonomo e presiede alla basi della vita. Prima di tutto alla sopravvivenza del corpo.

Il Sistema Nervoso Autonomo presiede al funzionamento del corpo nelle sue attività vitali: respirazione, digestione, difesa dalle malattie, riproduzione. Si chiama Autonomo perché normalmente non siamo assolutamente coscienti del suo funzionamento. Il Sistema Nervoso Autonomo agisce quindi autonomamente facendo battere il cuore, respirare i polmoni, secernere la bile e così via. Ma non solo. Qualcuno pensa attualmente che anche il sistema ormonale endocrino possa essere considerato una specie di sistema nervoso dove il messaggio adattativo venga trasmesso chimicamente dagli ormoni, anziché dai neuroni. E tra le funzioni che vengono influenzate dal Sistema Nervoso Autonomo, c’è anche il sistema immunitario, che ha la funzione di proteggere il corpo dagli attacchi di organismi estranei – o considerati estranei – al corpo: microorganismi, virus, cellule mutanti generate dal corpo stesso. I tre sistemi sono profondamente collegati e, insieme, costituiscono la base della vita umana.

Quando parliamo di Cervello Rettile, potremmo dire che intendiamo – per semplicità – tutte queste tre componenti. Questo cervello è dunque quella parte di noi che ci assicura una vita sana. Questo cervello ha una componente che potremmo chiamare Coscienza Corporeo Istintiva. Negli animali superiori che hanno anche funzioni riproduttive legate al presidio del territorio, questo cervello presiede anche alla dominanza territoriale. Quando un rettile maschio ha mangiato, si è steso al sole che lo tiene caldoe domina un territorio su cui può esercitare la sua attività riproduttiva sessuale, la sua Coscienza Corporeo Istintiva è appagata. Il livello di serotonina è alto. Si sentirà appagato. Analogamente al femminile, con le dovute dissimiglianze.

Tuttavia anche la femmina di rettile o anfibio si muove sotto il dominio di questo cervello. Non ha prole di cui occuparsi o da nutrire. Deposita le uova e le abbandona.

Anche gli umani hanno alla base del loro sistema nervoso questo Cervello Rettile che invia agli organi interni e di contatto attraverso i neuroni e gli ormoni, segnali rivolti a soddisfare i bisogni fisici (battito cardiaco, temperatura corporea, cibo, aria, ecc.). La Coscienza Corporeo Istintiva è una componente del nostro benessere o disagio. Se non mi sento appagato, se sono in disequilibrio, il mio corpo si ammala perché il sistema ormonale o immunitario si disequilibra.

Le altre due componenti del cervello umano sono: il Cervello Mammifero e il Cervello Umano.

Il secondo cervello – quello Mammifero – è la sede della Coscienza Emotiva – Affettiva, e governa le funzioni di comunicazione e relazione sociale, che per i mammiferi sono estremamente importanti data la immaturità della prole al momento della nascita. Attraverso queste funzioni cognitive, influenza l’attività delle funzioni primitive del Cervello rettile tramite le emozioni e l’affettività.

Il terzo cervello – il Cervello Umano – è un cervello che si è sviluppato nei mammiferi che sono evoluti e sono perciò sopravvissuti alla selezione naturale. Il nostro Cervello Umano è in buona parte un risolutore di problemi. E’ costantemente indaffarato a paragonare situazioni. Quelle già vissute o apprese, paragonate con quelle presenti per ottenere risultati futuri.

La necessità dell’equilibrio interno

Mc Lean , il ricercatore che per primo postulò la teoria dei tre cervelli, era un cattedratico della Yale Medical School e del National Institute of Mental Health. Mc Lean sottolineava che mentre negli animali i tre cervelli agiscono in coordinamento e sinergia (pensate a un gatto), nell’uomo i tre cervelli sono spesso in conflitto tra loro. Koestler coniò il termine “schizofisiologia” per indicare ciò. Tuttavia, sappiamo dalla ricerca che l’ interpretazione della situazione è in grado di influenzare in modo importante la risposta emotiva. E viceversa. Analogamente le emozioni producono risposte corporee. E viceversa. Quindi i tre cervelli si influenzano a vicenda. Se siamo tristi e depressi, il nostro sistema immunitario si deprime anche lui e finiamo per ammalarci. Dunque, i tre cervelli sono in stretto collegamento e se questo collegamento non è armonico, l’organismo intero ne soffrirà.

Il miglior modo di intervenire per ritrovare o mantenere l’armonia

DOBBIAMO PARTIRE DA DUE ASSUNTI.

Il primo: in questo nostro mondo il terzo cervello, quello logico-simbolico – intuitivo, costituito dalla neocorteccia è quello che ha la supremazia di apprezzamento e di diffusione. Non è così in tutto il mondo. Esistono parti del mondo ove la sensibilità, il rispetto per gli anziani, il contatto con la natura hanno uno spazio importante. Prendiamo il Giappone tradizionale . Ma proprio il Giapppone ha anche le manifestazioni più accese di predominio della neocorteccia con il culto della fisicità, il lavoro duro, le regole gerarchiche nelle aziende. La neocorteccia impone agli altri due cervelli cosa devono fare in modo non rispettoso.


Il secondo assunto: l’identità viene sempre più assimilata con le caratteristiche mentali di un individuo. Chi non è sufficientemente presente mentalmente, chi non ha obiettivi concreti, chi non produce viene considerato poco intelligente e poco interessante. In realtà la nostra vera identità, noi la sentiamo nel cuore! E’ quando mettiamo una mano sul cuore che ci sentiamo veri, vivi e pulsanti. Non quando ci mettiamo una mano sulla testa.


Da qui comprendiamo che dobbiamo ritrovare una vecchia/nuova armonia riducendo l’importanza della nostra parte cerebrale e dando spazio alla nostra parte corporea, in un ambiente sereno, ove le emozioni giochino un ruolo rasserenante e non stimolino la conflittualità. In poche parole, facendo mindfulness. Useremo tutti i trucchi per tenere a bada la mente e consentirle di osservare che è un bene per tutto l’organismo se c’è una situazione di armonia equilibrata. In realtà, manterremo un bellissimo posto per la neocorteccia! Le chiederemo di diventare anche osservatrice del suo comportamento. E di trarre le conclusioni più giuste su quello che è giusto sia il suo ruolo per il benessere dell’organismo intero.